La Legge 104 del 5 febbraio 1992, varata dal governo Amato 1, rappresenta da decenni un pilastro fondamentale che tutela i diritti, l’assistenza e l’integrazione sociale delle persone con disabilità e i loro familiari. E’ la norma quadro per eccellenza che, con i suoi 44 articoli, ha riconosciuto, per la prima volta, tutele concrete alle persone con disabilità e ai loro familiari, introducendo permessi, congedi e garanzie sulla conservazione del posto di lavoro, agevolazioni fiscali, aiuti concreti.
Dopo oltre 30 anni dalla sua promulgazione, con l’aumento delle patologie croniche, invalidanti, rare e oncologiche, la crescente difficoltà di conciliare lavoro e salute, quella legge ha avuto bisogno di un aggiornamento. Così, con la Legge 106 del 18 luglio 2025, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 25 luglio e in vigore dal 9 agosto scorso, arriva un passo in avanti. Dal 1° gennaio 2026 infatti le nuove misure affiancano la storica 104, senza sostituirla, ma aprendo una stagione diversa per migliaia di lavoratori e lavoratrici con qualche tutela in più.
I lavoratori dipendenti, pubblici o privati, affetti da malattie oncologiche, invalidanti o croniche (anche rare), con un’invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%, titolari di l.104 in situazione di gravità e i genitori di figli minori che si trovano nelle stesse condizioni di salute (l.104 più ind. di frequenza o accompagnamento) possono contare su 10 ore in più all’anno di permessi retribuiti per visite, esami e terapie (i dettagli sull’operatività si trovano nelle circolari dell’Inps).
Queste ore si aggiungono ai tre giorni mensili (o frazionati in ore). Accanto a queste ore aggiuntive, la 106 introduce un congedo fino a ventiquattro mesi, continuativo o frazionato, con conservazione del posto di lavoro ma senza retribuzione, contributi o Tfr per i lavoratori dipendenti, sia pubblici che privati, affetti, come sopra detto, da malattie oncologiche o croniche che comportino un’invalidità pari o superiore al 74%. Trattasi ancora di una tutela non piena in quanto garantisce la sicurezza del posto, ma lascia il lavoratore senza sostegno economico davanti al peso della malattia. Un compromesso che rivela il limite strutturale del nostro welfare: il diritto esiste, ma non sempre è sostenibile per tutti!
Un altro passaggio importante riguarda il lavoro agile. Il dipendente che usufruisce del congedo avrà una corsia preferenziale per accedere allo smart working, purché la mansione lo consenta e non vi siano esigenze organizzative contrarie. È una norma di buon senso, ma anche un banco di prova per le imprese: trasformare il lavoro agile da eccezione a strumento di inclusione.
Non solo. Per la prima volta, la 106 estende alcune tutele anche ai lavoratori autonomi: professionisti epartite Iva potranno sospendere l’attività per un massimo di 300 giorni all’anno in caso di malattie oncologiche o invalidanti, mantenendo la posizione previdenziale attiva. Un riconoscimento inedito per chi, finora, è sempre rimasto fuori dal perimetro delle protezioni sociali.
Durante A.M. Cristina



