“Quando un giovane muore durante un periodo di alternanza scuola-lavoro in azienda, rappresenta una grave sconfitta per il sistema creato a protezione della vita di ogni lavoratore. Ai genitori va tutta la mia vicinanza, sia come Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali che come madre, consapevole che nessun risarcimento economico potrà mai lenire il loro dolore. Tuttavia, si aggiunge anche un senso di profonda ingiustizia derivante dal vulnus normativo esistente: attualmente, il risarcimento economico ai familiari è previsto solo quando l’infortunio mortale colpisce il principale percettore del reddito. Questa regola è vigente da troppo tempo e non può più sopravvivere nel nostro ordinamento. Per affrontare questa situazione, stiamo lavorando su un prossimo decreto che apporterà le necessarie modifiche. A tal fine, ho già convocato un tavolo tecnico sulla sicurezza sul lavoro e sui correttivi alla normativa, al quale parteciperanno tutte le parti sociali e datoriali, i Ministri dell’Università e dell’Istruzione, l’Inail e l’Ispettorato Nazionale del Lavoro. L’emergenza infortuni sul lavoro è prioritaria nella mia agenda.”

Queste parole sono state pronunciate dalla Ministra del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone, in seguito alla tragica morte di Giuliano De Seta, avvenuta lo scorso settembre in una fabbrica a Noventa di Piave (Venezia). Nonostante la situazione, la famiglia non ha ricevuto alcun risarcimento da parte dell’Inail, in base alla normativa vigente.

Maria Pia Iurlaro

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