L’INAIL, ente preposto per infortuni e malattie professionali, definisce la malattia professionale come una patologia la cui causa agisce lentamente e progressivamente sull’organismo (causa diluita, non causa violenta e soprattutto  concentrata nel tempo). La stessa causa deve essere diretta ed efficiente, cioè in grado di produrre l’infermità in modo esclusivo o prevalente: le malattie devono essere contratte nell’esercizio e a causa delle lavorazioni rischiose. È ammesso, tuttavia, il concorso di causeextraprofessionali, purché queste non interrompano il nesso causale in quanto capaci di produrre da sole l’infermità. Per le malattie professionali, quindi, non basta solo l’occasione di lavoro come per gli infortuni, ma deveesistere un rapporto causale, o concausale, diretto tra il rischio professionale e la malattia p.

 Le malattie professionali sono un rischio ignorato da molti lavoratori, una faccenda che implica la salute dei lavorati, dei dipendenti e che potrebbe compromettere la loro carriera e la loro vita. L’apparato muscolo-scheletrico è particolarmente colpito soprattutto per artigiani, coltivatori diretti, braccianti agricoli. Esempio di figure professionali a maggior rischio: parrucchiere, guardia giurata, muratore , falegname, fabbro, meccanico, saldatore, elettricista , autista , asfaltista, lavoratore a contatto con le alte temperature,  e tanto altro.

Per ottenere il riconoscimento da parte dell’INAIL, è necessario chiedere l’assistenza medico- legale e la CONFIL mette a disposizione i propri uffici sul territorio nazionale.

DURANTE ANNA MARIA CRISTINA

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