Un’altra via d’uscita anticipata pensionistica riguarda i lavoratori precoci. Affinché un lavoratore possa essere definito precoce e accedere al pensionamento nel 2023 mediante quota 41, deve essere in possesso di: almeno 12 mesi di contribuzione prima del compimento del 19° anno di età; essere iscritto ad una forma di previdenza obbligatoria prima del 1° gennaio 1996.Si può andare in pensione a qualsiasi età, con 41 anni di contributi versati. Applicazione finestra mobile di tre mesi. Servono, però, altri requisiti (non tutti, almeno uno) per esempio: stato di disoccupazione per licenziamento, dimissioni per giusta causa o risoluzione consensuale; assistere e convivere da almeno sei mesi con il coniuge o un parente con handicap in situazione di gravità (caregivers); invalidità almeno del 74%; rientrare in una delle categorie di attività particolarmente “difficoltose, rischiose, gravose”. La novità consiste nel fatto che per il 2023 saranno tre le “uscite”, tre le scadenze fissate per presentare richiesta  e sono le medesime dell’Ape Sociale: 31 marzo, 15 luglio e, comunque, non oltre il 30 novembre .

DURANTE ANNA MARIA CRISTINA

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