Gravina, 16 dicembre 2023 – In una dichiarazione senza mezzi termini, l’associazione “Mai più vittime sul lavoro” ha lanciato un monito al mondo del lavoro, dichiarando guerra alla triste realtà delle vittime di infortuni sul lavoro. L’iniziativa, che ha preso vita in Puglia, ha visto la creazione di un centro studi focalizzato sulla promozione della cultura della prevenzione, offrendo al contempo consulenza e assistenza medico-legale gratuita alle vittime di incidenti e malattie professionali.
L’impegno a “Mai più vittime sul lavoro” si è concretizzato in un convegno tenutosi a Gravina, interamente dedicato al settore dell’edilizia. L’evento ha attratto operai, rappresentanti delle parti sociali e istituzioni, rafforzando l’importanza di mettere in atto strategie concrete per abbattere il numero di incidenti sul lavoro.
L’avvocato previdenzialista e giornalista Girolamo Ceci ha moderato il convegno, che è stato aperto dal presidente dell’associazione, Giuseppe Filannino. Quest’ultimo ha descritto il “Mai Più” come un “urlo di dolore” destinato a sensibilizzare le coscienze, cercando di porre fine a quella che ha definito una “strage silenziosa” con tre morti sul lavoro ogni giorno. Filannino ha sottolineato il ruolo attivo dell’associazione nel proporre soluzioni e proposte di legge per frenare la frequenza degli infortuni sul lavoro.
La formazione professionale è stata identificata come un elemento chiave nella lotta agli incidenti sul lavoro. Michele Tunzi, già ispettore tecnico edile, ha illustrato nuove norme atte a migliorare la prevenzione degli incidenti attraverso monitoraggi e dispositivi. Tunzi ha citato uno studio dell’Inail, evidenziando che i lavoratori stranieri risultano purtroppo essere i più colpiti dagli infortuni.
Da un punto di vista sanitario, il medico del lavoro Paolo Di Mauro ha sottolineato il basso grado di preparazione tra i lavoratori edili, molti dei quali stranieri e spesso carenti di formazione adeguata, talvolta operanti senza le necessarie protezioni come caschi e guanti. Luca Geremia, ingegnere della sicurezza, ha approfondito il ruolo delle nuove tecnologie nell’incrementare la prevenzione degli incidenti, adattando gli strumenti formativi ai lavoratori stranieri.
L’otorino Marco Pontrelli dell’ospedale “Miulli” ha evidenziato una problematica spesso trascurata: la sordità sviluppata dagli operai edili a causa della mancanza di adeguato utilizzo delle cuffie protettive. Inoltre, l’associazione “Mai più vittime sul lavoro” si è impegnata a informare i lavoratori riguardo alle malattie professionali, sottolineando che le malattie oncologiche non sono soggette a prescrizione. In conclusione, il convegno “Mai più vittime sul lavoro” ha gettato luce su una realtà incontestabile: la prevenzione degli infortuni sul lavoro rimane un obiettivo difficile da raggiungere fintanto che i medici competenti sono retribuiti direttamente dalle imprese. Un grido di allarme che emerge in modo inequivocabile è che solo attraverso l’indipendenza finanziaria dei professionisti della salute si potrà garantire una prevenzione efficace, oltre a generare un risparmio economico significativo sulle disgrazie che avvengono.
L’appello si fa forte, rivolgendosi al governo affinché adotti il modello francese, in cui i medici competenti sono stipendiati dallo Stato e mantengono un’autonomia totale rispetto ai datori di lavoro. Questo cambiamento fondamentale mira a garantire che la sicurezza e la salute dei lavoratori non siano condizionate da interessi economici aziendali, ma siano piuttosto supervisionate da figure professionali indipendenti e al servizio del bene comune. Solo attraverso tale riforma strutturale si potrà intraprendere concretamente la via verso una cultura della prevenzione capace di porre fine alla tragica sequela di incidenti sul luogo di lavoro, con un duplice beneficio: la salvaguardia delle vite umane e un notevole risparmio economico sulle conseguenze drammatiche degli incidenti.

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