“Il rapporto di Itinerari Previdenziali conferma che il sistema previdenziale italiano è finanziariamente sostenibile: separando previdenza e assistenza i dati mettono in evidenza che nel complesso la spesa pensionistica di natura previdenziale ha una incidenza in riduzione sul Pil, è in linea con la media europea ed è sotto controllo. Questo rafforza la proposta della Confil di istituire una pensione di garanzia per consentire ai lavoratori senza contributi previdenziali al 31 dicembre 1995, che non hanno diritto all’integrazione al minimo, di ricevere una pensione dignitosa. L’attuale sistema previdenziale, tutto contributivo, dà una prospettiva pensionistica molto al di sotto della soglia di povertà a milioni di lavoratori, soprattutto giovani e precari e questo è inaccettabile”.
Così il segretario generale della Confederazione Italiana Lavoratori Luigi Minoia che è intervenuto a Roma al convegno di presentazione dell’undicesimo rapporto sul bilancio del sistema previdenziale italiano svoltosi alla Camera dei Deputati. Nel ricordare che “già oggi l’Inps sta liquidando pensioni di inabilità e assegni di invalidità con importi irrisori anche di 200 euro mensili”, il responsabile Confil sottolinea come “la pensione base di garanzia ha già le coperture finanziarie all’interno del bilancio dell’Inps utilizzando i risparmi ottenuti per la riduzione progressiva del numero delle pensioni integrate al trattamento minimo e della relativa spesa che si aggira sui 400 milioni annui”. La proposta della Confil, per scongiurare le pensioni povere, consiste nel prevedere una pensione base di garanzia, almeno pari all’importo di 780 euro della pensione di cittadinanza, a cui aggiungere la pensione maturata con i contributi versati.
“Per mantenere il sistema previdenziale in equilibrio per il futuro – conclude Minoia – occorrono scelte politiche oculate su mercato del lavoro, modelli produttivi, formazione professionale”.

Durante A. M. Cristina

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