Finché anche una sola donna continuerà ad essere vittima di violenza, spesso in ambito familiare e per mano di un uomo incapace d’amare, ci sarà poco da festeggiare.

Finché il lavoro delle donne sarà retribuito in misura inferiore a quello degli uomini e non saranno riconosciute pari opportunità di crescita professionale ed economica, ci sarà poco da festeggiare.

Finché la donna sarà considerata oggetto di piacere e non persona, ci sarà poco da festeggiare.

Finché ci saranno guerre ed a pagarne il prezzo più alto saranno le donne, come persone e come madri, ci sarà poco da festeggiare.

La violenza può essere palese o sottile, dirompente od ambigua, ma qualunque forma assuma segna in modo indelebile.

L’8 marzo lasciamo le mimose sugli alberi perché c’è poco da festeggiare e non basta un giorno o un gesto gentile per farsi perdonare.

La strada è ancora lunga ma dobbiamo percorrerla insieme, uomini e donne, per imparare ad amare, a rispettarci reciprocamente, lottando fianco a fianco finché non ci sarà più bisogno di una data o di una ricorrenza per ricordarci che non abbiamo le stesse opportunità. Solo allora potremo festeggiare.

Maria Pia Iurlaro

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