Dini era Direttore Generale della Banca d’Italia e nel governo Berlusconi era Ministro del Tesoro. Caduto Berlusconi, il 17 gennaio 1995, da Ministro divenne Presidente del Consiglio dei Ministri. Fu il primo caso di governo tecnico della storia repubblicana, interamente composto da esperti e funzionari non eletti al Parlamento. Treu, era l’allora Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale. Il 4 agosto 1995, mentre l’italiano medio si godeva le meritate vacanze al mare, la Camera approvava (con 266 sì, 92 no e 125 astenuti) la riforma del sistema previdenziale, promulgata il giorno 8 e pubblicata sulla G.U. il 16 agosto 1995: la legge n. 335/95!
Rispetto ai successivi interventi, rimane un provvedimento ampio, ricordato dai più per l’introduzione del metodo contributivo. Contiene tutta una serie di norme di razionalizzazione a partire dalle pensioni di invalidità, a quelle per i superstiti; l’armonizzazione dei fondi speciali, ponendo le basi per una loro confluenza nel Fondo Pensioni Lavoratori Dipendenti; la creazione della gestione separata (comma 26, dell’articolo 1) per i lavoratori con collaborazioni coordinate e continuative, per i soci e titolari di società di capitali e per gli amministratori e i membri dei collegi sindacali che non avevano alcuna tutela previdenziale, i fondi pensione. Il punto focale della riforma è rappresentato dalla introduzione del metodo di calcolo della pensione chiamato contributivo.
Per i lavoratori già iscritti alle forme di previdenza, che alla data del 31.12.1995 possono far valere un’anzianità contributiva di almeno 18 anni, la pensione è interamente liquidata, secondo la normativa vigente, in base al sistema retributivo fino al 31 dicembre 2011.
Per i lavoratori iscritti alle forme di previdenza, che alla data del 31.12.1995 possono far valere un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni, la pensione è determinata dalla somma:
- della quota di pensione, corrispondente alle anzianità acquisite anteriormente al 31.12.1995, calcolata con il sistema retributivo;
- della quota di pensione, corrispondente al trattamento pensionistico relativo alle ulteriori anzianità contributive dal 1gennaio 1996 in poi, calcolata secondo il sistema contributivo.
Per i lavoratori iscritti alle forme di previdenza a partire dal 1 gennaio1996, il calcolo è contributivo puro.
La legge Dini, consapevole della drastica riduzione dell’assegno pensionistico che avrebbe determinato il nuovo sistema di calcolo, rilanciò la previdenza complementare ridisegnando profondamente il decreto legislativo 124 del 1993 che non aveva ancora consentito il decollo dei fondi pensione. A distanza di 30 anni, in uno scenario socio- economico completamente cambiato, non si sa se quell’agosto famoso del 1995, deve essere oggetto di una qualche minima celebrazione oppure ricordarlo con un minuto di silenzio. Quando fu progettata la riforma del sistema pensionistico, il legislatore non poteva immaginarsi quello che da lì a poco sarebbe accaduto e fu data per scontata sia la crescita economica, che l’occupazione che la natalità.
Durante A. M. Cristina



