La pensione di garanzia e contributiva è la risposta per pensioni dignitose
“I giovani e i lavoratori con contribuzione Inps bassa riceveranno pensioni anche di 200 euro mensili addirittura all’età di 71 anni! Non possiamo accettare che l’attuale sistema previdenziale, tutto contributivo, dia una prospettiva pensionistica molto al di sotto della soglia di povertà, soprattutto ai giovani, con carriere lavorative discontinue o con contribuzioni basse dovute a lavoro povero. Già oggi l’Inps sta liquidando le pensioni di inabilità e gli assegni di invalidità con importi irrisori di circa 200 euro mensili”.
E’ il grido d’allarme lanciato alla classe politica in vista della prossima legge di bilancio dalla Confederazione Italiana Lavoratori nel corso di una riunione del gruppo dirigente sull’emergenza pensioni basse. “Oggi – spiega il segretario generale Confil Luigi Minoia – milioni di lavoratori, senza contributi previdenziali al 31 dicembre 1995, non hanno diritto all’integrazione al minimo e rischiano di avere pensioni bassissime che riceveranno addirittura all’età di 71 anni, a causa del cosiddetto “importo soglia”. Infatti, la legge assurda in vigore ritarda di 4 anni la già alta età pensionabile di 67 anni, quando la pensione contributiva di vecchiaia maturata è inferiore all’assegno sociale di 546,24. Per questo – sottolinea il dirigente sindacale – chiediamo al governo e al parlamento nella prossima legge di bilancio di eliminare le distorsioni e le ingiustizie che le controriforme delle pensioni degli ultimi trent’anni, dalla legge Dini alla Fornero, hanno determinato. È una vergogna che non possiamo accettare”, conclude Minoia.
La Confederazione Italiana Lavoratori fa di questo problema la sua rivendicazione più importante, unitamente alla richiesta di una riforma organica del sistema pensionistico diventato ormai una giungla che penalizza i lavoratori più sfortunati. Nel ribadire il valore del sistema previdenziale pubblico, la Confil considera la proposta di istituire la pensione di garanzia e contributiva la risposta più equa affinché tutti i cittadini possano avere diritto a pensioni dignitose. La proposta consiste nel prevedere una pensione base di garanzia, almeno pari all’importo dell’assegno sociale, a cui aggiungere la pensione maturata con i contributi versati.
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