La Legge di Bilancio 2026 non conferma Quota 103.
La Pensione Anticipata Flessibile è un trattamento pensionistico anticipato sperimentale, per i lavoratori iscritti all’Inps che abbiano raggiunto almeno 62 anni di età e 41 anni di contribuzione.
La prestazione costituisce una evoluzione della originaria Quota 100, istituita dall’articolo 14 del dl n. 4/2019 convertito con legge n. 26/2019, che ha trovato applicazione nel triennio 2019-2021 (poi divenuta Quota 102 nel 2022). Rispetto a «Quota 100», la Pensione Anticipata Flessibile si caratterizza per la presenza di nuove limitazioni volte direttamente o indirettamente a rendere meno appetibile l’adesione per i potenziali interessati e, quindi, a contenere i costi per le casse dello stato.
Tra queste si cita l’introduzione di un tetto all’importo del trattamento massimo mensile erogabile; la presenza di un incentivo al posticipo del pensionamento detto incentivo alla permanenza in servizio; l’ampliamento, con riferimento a chi ha maturato i requisiti dal 1° gennaio 2024, delle cd. «finestre mobili» da tre a sette mesi per il privato (da sei a nove mesi per il settore pubblico); il calcolo interamente contributivo.
La Pensione Anticipata Flessibile (cd. «Quota 103») si rivolge agli assicurati presso l’Assicurazione Generale Obbligatoria, la Gestione Separata dell’Inps ed i fondi sostitutivi ed esclusivi dell’AGO che abbiano raggiunto un’età anagrafica di 62 anni e 41 anni di contributi entro il 31 dicembre 2025. Sebbene sia poco appetibile come forma di pensionamento, se i requisiti sono raggiunti entro il 31 dicembre 2025 l’accesso alla prestazione è consentito anche successivamente al 31 dicembre 2025 (cd. cristallizzazione del diritto a pensione).
Durante A.M. Cristina



