“L’ennesima tragedia annunciata: le parole di sdegno e di cordoglio non bastano più. Si intervenga concretamente per mettere fine a questa inarrestabile catena di morti sul lavoro nel siderurgico di Taranto dove ormai la sicurezza non è garantita”.
E’ quanto dichiara il segretario generale Confil Luigi Minoia dopo la morte questa mattina nell’ex Ilva del giovane operaio dell’indotto Loris Costantino che a 36 anni lascia moglie e due figli. “In attesa che la magistratura faccia il suo corso nella individuazione delle cause e delle responsabilità e in attesa di un futuro sempre più incerto con migliaia di famiglie al collasso – prosegue il segretario generale della Confederazione Italiana Lavoratori – chi ha il dovere di intervenire si assuma fino in fondo il suo ruolo. Non si può più lavorare in un contesto dove mancano le condizioni minime di sicurezza”. Alla famiglia del giovane operaio la Confil esprime vicinanza e sgomento per la tragedia che l’ha colpita.



